Invecchiare fa schifo, qualunque donna vi dica il contrario vi sta mentendo, o più probabilmente sta mentendo a se stessa. Non ho mai capito fino in fondo le ragioni dietro questa menzogna, e ogni volta che mi capita di leggere qualche testimonianza entusiasta di attrici, cantanti, modelle in cui si dicono “rinate” a quaranta o cinquant’anni, non riesco a non leggerci una sorta di invasamento sospetto. Non a caso parlano di “rinascita”, e quando io sento la parola rinascita, penso subito al rebirthing, uno dei tanti culti assurdi nati in America tra gli anni 60 e 70, insomma uno di quelli che nel migliore dei casi vanno a finire con un branco di fricchettoni ostili a vaccini e antibiotici e nel peggiore con qualche suicidio di massa.

Ovviamente le donne che a quaranta o cinquant’anni si dicono rinate non stanno letteralmente dicendo che hanno curato i loro traumi di infanzia grazie alla respirazione o a bigini di taoismo, ma si sentono comunque persone nuove. Si sentono belle, forti, consapevoli. Si guardano allo specchio e si riconoscono. Ho ben presente il senso di dissociazione che può colpirci di fronte allo specchio, e devo confessare che negli ultimi trent’anni non è andato per niente migliorando. La famosa frase di Anna Magnani, rivolta al suo truccatore: “Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Le ho pagate tutte care. C’ho messo una vita a farmele”, è diventata una specie di mantra esistenziale per ricordarci di amare noi stesse per quello che siamo, eppure – chissà come mai – mentre cercavo la citazione su internet per riportarla fedelmente, mi sono resa conto che il 90% delle occorrenze che ho trovato erano prese da articoli che sponsorizzavano qualche nuovo prodotto cosmetico “naturale” per evitare di ricorrere alla chirurgia plastica.