PADOVA - Ci sono luoghi che raccontano una città più di qualsiasi fotografia. Spazi quotidiani, apparentemente semplici, dove per decenni si sono incrociate vite, abitudini, professioni e trasformazioni sociali. I Bagni pubblici del Santo erano uno di questi: un punto di passaggio nel cuore di Padova, a pochi passi dalla Basilica, dove arrivavano pellegrini e turisti. Un piccolo universo fatto di servizi, incontri e relazioni: il barbiere, il parrucchiere, le toilette, il bar. Un luogo che oggi non esiste più ma che nella memoria di chi lo ha vissuto conserva il ritratto di una città diversa. A custodire uno dei racconti più vivi di quel periodo è Giulietta Lando, che per dieci anni, negli anni Sessanta, ha gestito il servizio di parrucchiere all’interno del Diurno del Santo. Aveva poco più di vent’anni quando dalla campagna di Codevigo arrivò a Padova e si trovò al centro di una città in pieno cambiamento, quella del boom economico, delle passeggiate in via del Santo e delle prime grandi trasformazioni sociali. Da quell’esperienza è nata poi una carriera ricca e luminosa, che l’ha portata fin sulle copertine delle riviste di moda ed anche alla rappresentanza della sua categoria artigiana, a livello padovano e Veneto.
Giulietta Lando, una parrucchiera tra i pellegrini: «Negli anni '60 ai bagni del Santo si facevano anche tagli e acconciature»
PADOVA - Ci sono luoghi che raccontano una città più di qualsiasi fotografia. Spazi quotidiani, apparentemente semplici, dove per decenni si sono incrociate vite, abitudini,...







