Dignità umana contro logica del profitto, bene comune contro corsa agli armamenti. Con “Magnifica Humanitas” il Vaticano entra nel dibattito sull’IA con una voce che nessun governo e nessuna azienda tecnologica può ignorare. Intervista a Brian Patrick Green, direttore del programma di etica della tecnologia al Markkula Center for Applied Ethics della Santa Clara University, dove insegna etica dell’IA e etica dello spazio alla Graduate School of Engineering

L’intelligenza artificiale può imitare il miracolo della vita umana, ma non sostituirlo: è attorno a questa convinzione che Papa Leone XIV ha costruito l’enciclica “Magnifica Humanitas”. A leggerla e commentarla per Formiche.net è Brian Patrick Green, direttore del programma di etica della tecnologia al Markkula Center for Applied Ethics della Santa Clara University, dove insegna etica dell’IA e etica dello spazio alla Graduate School of Engineering.

Lei fa parte del gruppo di ricerca sull’IA del Vaticano. Quali ritiene siano stati gli obiettivi di fondo e le questioni sensibili che hanno spinto il Papa a emanare l’enciclica “Magnifica Humanitas”?

Papa Leone ha riconosciuto che l’IA è una delle grandi questioni del nostro tempo, perché ha il potere di cambiare moltissime cose, senza che si rifletta abbastanza su cosa dovremmo effettivamente cambiare. Senza una guida, l’IA potrebbe causare problemi enormi. Papa Leone spera dunque di offrire parte di quella guida, affinché il nostro futuro sia migliore.