Di fronte ai limiti dell’AI Act e alla crescente difficoltà della politica occidentale di governare il potere tecnologico, la presentazione dell’enciclica Magnifica Humanitas accanto al co-fondatore di Anthropic rivela qualcosa di più profondo di un semplice dialogo tra Chiesa e Silicon Valley: la consapevolezza che l’intelligenza artificiale non sia più soltanto una questione tecnica o regolatoria.E che forse persino la tecnologia più avanzata del mondo abbia bisogno di un ordine morale esterno per non trasformare l’efficienza algoritmica nell’unico criterio attraverso cui organizzare la società.La storia della regolamentazione tecnologica ricorderà probabilmente il 2026 come l’anno in cui l’intelligenza artificiale ha dovuto confrontarsi con i suoi due grandi laboratori normativi occidentali: la regolazione europea e la teologia di Roma. Mentre l’Unione Europea sta faticosamente implementando i complessi ingranaggi dell’AI Act, la pubblicazione dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV rappresenta un’importante svolta geopolitica e antropologica.L’immagine del Pontefice Papa Leone XVI che condivide il palco della presentazione con Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic, è senz’altro un evento mediatico senza precedenti. Si tratta della plastica rappresentazione del tentativo di saldare l’approccio giuridico-tecnico europeo con una visione etico-antropologica globale.Tutto questo in un momento in cui la politica tradizionale sembra aver smarrito la bussola della regolazione.Indice degli argomenti