La politica italiana cambia formule, sistemi elettorali e leadership, ma non cancella una costante: il centro resta decisivo per vincere e, soprattutto, per governare. La riflessione di Merlo
Sì, è vero. Per molti decenni è esistito uno slogan che riassumeva con straordinaria efficacia il corso della politica italiana. E lo slogan era semplice e alquanto chiaro. E cioè, in Italia “si vince al Centro e soprattutto si governa dal Centro”. Del resto, per quasi 50 anni la regola aurea del successo politico ed elettorale della Democrazia Cristiana, di comune intesa con i suoi partiti alleati, è rimasta questa.
Dopodiché, e con l’avvento del bipolarismo e del sistema elettorale maggioritario, le cose sono cambiate profondamente, ma la sostanza di quello slogan non è affatto passata di moda. Al punto che qualunque partito o coalizione che è andato al potere ha dovuto semplicemente fare i conti con quei due postulati della politica italiana. Ovvero, il consenso del mondo moderato e centrista resta un tassello centrale nella contesa politica ed elettorale da un lato, ma, soprattutto, si continua pervicacemente e testardamente a governare dal centro.
Dalla sinistra alla destra, dai populisti ai radicali, dai massimalisti ai sovranisti tutti indistintamente devono fare i conti non solo con la cultura di governo – che non sempre possiedono, anzi – ma proprio con il metodo di governare dal centro. Cioè, rinunciando a quegli estremismi, radicalismi, populismi e massimalismi con cui sono andati al potere. Ed è proprio su questo versante che, si potrebbe dire semplicemente, si misura la capacità di governo di un partito e di una coalizione.













