Il centro politico nel “campo largo” continua a moltiplicarsi in sigle senza però acquisire peso reale. Nel centrodestra è compresso dalla leadership di Giorgia Meloni, nel campo progressista è assorbito dalla sinistra. Le teorie del “lodo Bettini” e dei cattolici indipendenti lo riducono a presenza ancillare. Così il centro rischia di restare frammentato e politicamente marginale
Sì, fa una certa impressione leggere gli ormai innumerevoli leader – leader si fa per dire, come ovvio – del campo centrista nel cosiddetto “campo largo”.
Non passa settimana dove qualcuno si aggiunga alla carovana. Nel frattempo, però, cresce addirittura la voglia di spezzare l’atomo centrista che si aggiunge alla ben più solida alleanza di sinistra e progressista.
Al punto che, almeno così dicono le cronache giornalistiche e retrosceniste, si farebbero addirittura due liste di centro – di centro, anche qui, si fa per dire – in vista dell’appuntamento elettorale del 2027.
Ora, e senza nulla togliere come ovvio e persin scontato, a questa proliferazione di sigle riconducibili seppur vagamente al Centro, forse è arrivato il momento per sottolineare con chiarezza almeno un elemento.









