A Roma si vince al centro. Non solo inteso come categoria politica ma come luogo. Perché in questo avvio di campagna elettorale i candidati a sostituire l’attuale primo cittadino Roberto Gualtieri hanno dimenticato le periferie. E per ora sia a destra che a sinistra si discute solo del presunto degrado del centro storico e della conseguente figuraccia con i turisti, ai quali non deve essere bastata l’apertura di 27 hotel di lusso negli ultimi 5 anni. Allo stesso modo gli schieramenti si sono convinti che per vincere o tenere la città devono coprirsi al centro.
A SUPPORTO DI Gualtieri si muove, ormai da tempo, Alessandro Onorato. L’influente assessore ai Grandi Eventi e al turismo, che ha plasmato la città per renderla la «capitale dell’intrattenimento», battezzerà il prossimo 12 giugno il “partito dei sindaci”, evoluzione del suo progetto civico nazionale lanciato a fine 2025. Presenzieranno tutti i leader del campo progressista, Schlein per il Pd, Conte con il M5s, Fratoianni e Bonelli di Avs, Magi per +Europa e Maraio per il Psi. Renzi è stato invitato ma non ha risposto e del resto la sua pupilla Silvia Salis, sindaca di Genova, ha già smentito la sua presenza, al contrario del primo cittadino di Napoli, Gaetano Manfredi. «Non vogliamo fare un partitino dei moderati ma quello degli amministratori», ha precisato l’assessore, suggerendo la locuzione «sinistra del fare».













