Balneari di nuovo sulle barricate. Al centro della protesta c’è ancora la messa a gara delle concessioni attesa da vent’anni e ora in dirittura d’arrivo. Il Sib-Confcommercio ha proclamato lunedì lo stato di mobilitazione generale. Ma stavolta nel mirino, sullo sfondo dell’odiata direttiva Bolkestein, c’è l’inerzia del governo Meloni che dopo aver “tradito” i gestori decretando l’obbligo delle gare non dà ai Comuni e agli stessi concessionari gli strumenti per procedere. A partire dal bando tipo, lo schema standardizzato che dovrebbe uniformare le procedure e di cui, alle soglie dell’estate e a un anno dal termine ultimo per avviare la selezione concorrenziale dei nuovi affidatari del bene pubblico che sono le spiagge, non c’è traccia. Nei Comuni come Ostia, Ginosa, Bibione e Spotorno che sono andati avanti da soli, sostiene il sindacato dei balneari, è il caos, con “rilevanti disservizi”, stabilimenti non assegnati e servizi di balneazione ridotti. Morale: serve un “intervento chiarificatore” di governo e Parlamento. Per propiziarlo partirà una “diffusa e capillare campagna informativa” rivolta alla politica ma “soprattutto all’utenza”. Se nulla cambierà non viene esclusa “alcuna forma di protesta e di azione sindacale”.