Tra i volti della protesta, Roberto Topa dello stabilimento "Il Tucano Beach" di Tor San Lorenzo: “Abbiamo fatto sacrifici enormi, e ora si parla di mettere a bando le spiagge, nessuno si chiede però a chi andranno e quale sarà il futuro di un intero comparto”. Preoccupazioni condivise anche da tanti operatori del litorale, in particolar modo dai gestori di lidi a sud della Capitale, dove le concessioni non sono di fatto andate a bando, a differenza di Ostia, dove dallo scorso anno sono stati avviati bandi per assegnare le concessioni scadute. “Siamo lavoratori onesti e famiglie perbene che chiedono soltanto la corretta applicazione della normativa”, sottolinea Fabrizio Miola dello stabilimento "Bagni Stella". Il movimento sostiene la propria posizione ribadendo che le concessioni balneari, a loro avviso, non sarebbero qualificabili come servizi e quindi non rientrerebbero nella direttiva servizi. Una protesta che potrebbe proseguire nei prossimi giorni con nuove iniziative sia nella Capitale, ma anche in provincia e in 13 regione italiane dove il movimento è presente.