Mercato e social, partita rovente
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Un’immagine delle ultime proteste dei bagnini di salvataggio a Rimini
Torna l’anticiclone africano e con la canicola anche la polemica. In un’estate horribilis, contraddistinta da molti (troppi) ombrelloni chiusi per assenza di turisti, al giro di boa di una stagione che non sembra voler decollare Rimini ci arriva con uno scontro sindacale impensabile in altri anni. La capitale per antonomasia dell’estate in Riviera romagnola si prepara al Ferragosto con uno sciopero annunciato, per sabato, dei bagnini di salvataggio. Torrette vuote per otto ore. Eccolo qui l’ultimo atto dopo mesi complicati scanditi dalle incertezze legate alla Bolkestein e da un braccio di ferro sulla ridefinizione delle ’regole d’ingaggio’ del personale di salvamento che fin dalla fine dell’estate 2024 aveva acceso gli animi.
Lo sciopero. Da una parte c’è la Filcams Cgil che rappresenta i marinai di Salvataggio, certa di avere tutte le autorizzazioni in mano. Tradotto, la Commissione garanzia sciopero del ministero ha autorizzato le otto ore di sciopero. Dall’altra ci sono le cooperative dei bagnini, dunque i datori di lavori, per nulla certi che andrà a finire così. "Nessuno ci ha detto nulla o ci ha convocato per organizzare i servizi minimi – ribatte Mauro Vanni presidente di Confartigianato imprese balneari –. Abbiamo chiesto informazioni alla prefettura e non ci hanno dato alcuna comunicazione. Al momento per noi quella di sabato sarà una normale giornata lavorativa per i marinai di salvataggio".










