Sabato, nel week-end che precede il Ferragosto, i bagnini di salvataggio di Rimini sciopereranno per l’intero turno di lavoro lasciando le spiagge prive dei “baywatcher” sulle loro torrette e sfilando in corteo sul lungomare della città romagnola - dal bagno 36 fino a Piazzale Boscovich affacciato sul porto. La mobilitazione, proclamata dalla Filcams-Cgil, cade in un’estate non facile per il mondo balneare alla prese con le incertezze sulle concessioni e con numeri di presenze turistiche che al momento non soddisfanno gli operatori romagnoli.

Il presidio dimezzato nella pausa pranzo

La protesta, è la presa di posizione del sindacato, è legata «alla vertenza» che da un paio di stagioni «riguarda la sicurezza della balneazione sulle coste della provincia di Rimini, nel silenzio assordante di politica e amministratori pubblici». In particolare, viene evidenziato, «da due anni, per dare un’apparenza di maggiore sicurezza, è stata eliminata la pausa del servizio nelle ore centrali della giornata», ossia dalle 12,30 alle 14,30 quelle usate anche per il pranzo, «garantendo però solo un presidio dimezzato. Ogni bagnino di salvataggio si trova così a dover vigilare su uno specchio d’acqua doppio, 300 metri invece dei 150 di norma previsti, con evidenti rischi per la sicurezza di bagnanti e soccorritori».