Lo sciopero scatterà questo sabato, a cinque giorni da Ferragosto. E proprio per questo è una questione seria, tanto che si paventa l'ipotesi della precettazione. Siamo a Rimini, e anche se gli operatori turistici lamentano presenze in tono minore, le spiagge sono affollatissime. Proprio qui, sulla battigia dell'intera provincia, da Cattolica a Bellaria, i bagnini di salvataggio aderenti alla Cgil incroceranno le braccia per l'intero turno di lavoro lasciando l'arenile privo di sorveglianza. In sintesi: le circa 250 torrette di vigilanza potrebbero restare sguarnite. Vietato dunque il bagno.

La protesta, spiegano alla sezione provinciale Filcams (il comparto di chi lavora nel settore commercio e turismo), è legata «alla vertenza» che, da un paio di stagioni, «riguarda la sicurezza della balneazione sulle coste della provincia di Rimini, nel silenzio assordante di politica e amministratori pubblici». In particolare, viene evidenziato dal segretario locale Francesco Guitto, «da due anni, per dare un'apparenza di maggiore sicurezza, è stata eliminata la pausa del servizio nelle ore centrali della giornata», ossia dalle 12.30 alle 14.30 quelle usate anche per il pranzo, «garantendo però solo un presidio dimezzato. Ogni bagnino di salvataggio si trova così a dover vigilare su uno specchio d'acqua doppio, 300 metri invece dei 150 di norma previsti, con evidenti rischi per la sicurezza di bagnanti e soccorritori».