Ottenere, anzi, riottenere la validità della proroga delle concessioni balneari, deliberata dalla giunta ma annullata dal Tar che ha accolto il ricorso dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), meglio nota come Antitrust. È questo l’obiettivo del Comune nella battaglia giudiziaria in atto a livello nazionale contro le aste delle concessioni, che per effetto della direttiva Bolkestein andranno fatte entro il 30 giugno 2027. Il nuovo round è stato scritto venerdì scorso, con la giunta che ha approvato il via libera al ricorso in appello, cioè al Consiglio di Stato, per chiedere l’annullamento della sentenza di primo grado emessa dal Tar il mese scorso. L’Antitrust aveva impugnato le delibere di giunta – ossia la proroga al 2024 e quella al 2027 – ritenendole illegittime in quanto i rinnovi automatici non sono contemplati dalle normative dell’Unione europea per motivi legati alla concorrenza e per tutelare la competizione del mercato.

Il Tar ha accolto il ricorso, il che significa che la validità delle concessioni di Marina di Pietrasanta è terminata il 31 dicembre 2023, con il Comune che dovrà allestire l’evidenza pubblica subito dopo l’estate 2026. All’indomani della sentenza il sindaco Alberto Giovannetti annunciò un possibile ricorso in appello, e così sarà. "È stato deciso di impugnare la sentenza – spiega l’avvocato del Comune Marco Orzalesi – perché l’ente ritiene che la questione sia molto importante per l’economia del nostro territorio. Sebbene le proroghe siano state annullate praticamente in tutta Italia, nel caso di Pietrasanta riteniamo che il Tar non abbia tenuto del tutto in considerazione alcune peculiarità singolari e specifiche che riguardano la nostra fattispecie. In particolare una: Agcom sostiene che all’epoca delle proroghe dovevano essere già stati emessi i bandi, ma in realtà c’erano elementi oggettivi che impedivano di farlo. Non solo il Piano arenili non ancora approvato, ma soprattutto il fatto che nel 2022 e 2023 quasi tutti i concessionari, pari a un centinaio, avevano ricorso al Tar chiedendo che fosse accertato il loro diritto a ottenere il riconoscimento delle concessioni a tempo indeterminato, con rinnovi automatici di 6 anni in 6 anni senza applicare la Bolkestein. I ricorsi sono ancora pendenti: in attesa della pronuncia del giudice come potevamo fare i bandi? L’altro motivo del ricorso – conclude – è che a livello processuale il Comune ha fatto delle eccezioni al Tar non ancora valutate dal giudice".