Uno alla volta, i comuni irriducibili, che ancora non si erano piegati all’obbligo di legge riguardante le gare per le concessioni balneari, vengono sconfitti nelle aule di giustizia. Gli ultimi tre sono, Sarzana, Pietra Ligure e Laigueglia. Contro di loro, l’Autorità garante della concorrenza aveva presentato tre ricorsi attraverso l’avvocato Lorenzo Schiano Di Pepe che muovevano tutti da delibere di giunta per proroghe della scadenza di tutte le «concessioni demaniali marittime turistico-ricettive in essere nel territorio comunale dal dicembre 2023 al dicembre 2024».

A seconda dei casi c’era chi aveva in seguito avviato procedure per le gare ma senza poi portarle a termine, e chi invece, è il caso di Sarzana, «non solo non è stata indetta alcuna gara ma è stata disposta l’ulteriore proroga generalizzata delle concessioni demaniali in essere fino al 30.9.2027, in patente contrasto con la normativa e con i principi pro-concorrenziali europei e con la costante giurisprudenza amministrativa».

A tutti e tre i comuni è stato imposto di indire le gare pubbliche per l’assegnazione, come previsto dalla legge Bolkestein, delle aree in concessione «entro il maggio-giugno 2026 al fine di consentire l’assegnazione delle concessioni ai nuovi assegnatari in tempo per la stagione turistica del 2026, anche perché le concessioni in essere, in quanto oggetto di proroga generalizzata, sono divenute inefficaci e non legittimano l’ulteriore permanenza dei rispettivi titolari sulle aree demaniali».