Altolà della Corte dei conti al governo sui balneari. La magistratura contabile, infatti, «auspica che l'ulteriore congruo periodo di proroga» delle concessioni «sia effettivamente l'ultimo e che si ponga in essere, nella fase delle gare, una scrupolosa vigilanza per evitare, o almeno contenere, l'infiltrazione della criminalità organizzata nelle procedure. Occorrerà un lavoro di costante sinergia tra magistratura, autorità amministrative e forze di polizia» ha sottolineato il procuratore generale della Corte dei Conti Pio Silvestri nella sua requisitoria al Giudizio di parificazione del bilancio delle Stato illustrata oggi.

«In attesa di una valutazione delle autorità europee si deve notare la assai scarsa valorizzazione del principio della remuneratività della concessione per l'Ente concedente, principio che – ha sottolineato Silvestri - non sarebbe certo distonico rispetto alla legislazione di contabilità pubblica, che per i contratti attivi richiede il ricorso al pubblico incanto allo scopo di massimizzare l'introito erariale».

Opposizioni all’attacco

Mentre brucia ancora la polemica sullo sconto dei canoni applicato quest’anno l’opposizione attacca il governo. «Le parole di Silvestri sono un monito inequivocabile: la nuova proroga delle concessioni balneari deve essere l'ultima. Nessun alibi, nessuna ulteriore dilazione è più giustificabile. Lo Stato ha il dovere di applicare il principio della concorrenza, di tutelare l'interesse pubblico e di proteggere i beni comuni dagli appetiti criminali» sostiene il vicepresidente dell’M5s Mario Turco «È gravissimo che, nel 2025, non siano ancora partite le gare, il che dimostra il pressappochismo del governo che costringe migliaia di imprese all'assoluta incertezza». A suo parere la Corte «ha inoltre messo in luce un altro aspetto inaccettabile: la scarsa valorizzazione economica delle concessioni, spesso cedute per poche decine di euro l'anno, a fronte di attività che generano alta redditività e in molti casi extra profitti. È tempo di applicare anche in questo settore il principio della remuneratività per lo Stato, previsto dalla normativa di contabilità pubblica. Le concessioni demaniali devono produrre introiti adeguati per l'erario e per le comunità locali, non rendite di posizione privatistiche».