Come una fiera ferita, la destra al governo, quando è in difficoltà, si fa più cattiva e dura, più radicale. Mostra la propria faccia. L’opposizione farebbe meglio a evitare sciocche divisioniI sondaggi indicano gradimenti in calo, eppure nulla sembra scuotere le destre al potere. Le sconfitte sembrano rafforzarle. Il governo Meloni, bastonato al referendum costituzionale e in cattive acque per i conti pubblici, con l’inflazione e la disoccupazione in crescita, e con il difficile riposizionamento nella politica internazionale, ostenta “coraggio” e determinazione a continuare il cammino, con il proposito di cambiare la legge elettorale per assicurarsi, eventualmente, una maggioranza bPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Nadia Urbinatipolitologa

Titolare della cattedra di scienze politiche alla Columbia University di New York. Come ricercatrice si occupa del pensiero democratico e liberale contemporaneo e delle teorie della sovranità e della rappresentanza politica. Collabora con i quotidiani L'Unità, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano e con Il Sole 24 Ore; dal 2019 collabora con il Corriere della Sera e con il settimanale Left. Negli Stati Uniti è stata condirettrice della rivista Constellations. Dal 2016 al 2017 è stata presidente di Libertà e Giustizia; è stata vice-presidente sotto la successiva presidenza di Tomaso Montanari.