Da dopo la sconfitta al referendum costituzionale sulla Giustizia, l’impressione generale è che il governo Meloni tiri a campare – un po’ come tutti, del resto; quindi per quanto gli si possa essere ostili, non si può non provare nei confronti dell’esecutivo un po’ di sana empatia. Governo ed elettori in questo momento sono un po’ come quelle coppie separate in casa: per quieto vivere si lascia tutto così com’è (vedi le elezioni comunali, che non hanno dato nessuno schiaffo all’attuale maggioranza) e si va avanti ignorandosi (vedi l’astensionismo da una parte e la totale inerzia governativa dall’altra), per evitare attriti o scontri che possano degenerare in vere e proprie rotture. Ma l’obbiettivo di Meloni è davvero ambiziosissimo, e cioè galleggiare così per un anno intero, fino alla scadenza naturale di settembre 2027 o almeno fino alla prossima primavera. Ma quale tecnica di galleggiamento può consentire una resistenza tanto lunga?Secondo il principio di Archimede (celebre matematico e fisico siracusano che nel III secolo a.C. se ne stava lì a tirare oggetti in mare perché all’epoca non c’erano ancora i bagnini a dirti di smetterla che davi fastidio a quelli della prima fila di ombrelloni), il galleggiamento di un corpo (quindi anche del governo Meloni) è dato dal bilanciamento fra la sua forza peso e la spinta idrostatica verso l’alto: affinché si verifichi il galleggiamento, la spinta di Archimede deve superare il peso dell’oggetto. Ma in questo momento il peso del governo Meloni, fra scandali, debito pubblico e inevitabile gonfiore da logoramento, è quello di un grande obeso; per stare a galla l’esecutivo deve o afferrare un salvagente (tipo l’opposizione: il campo largo e i suoi leader senza leadership possono garantire al centro-destra di galleggiare ancora a lungo) o adottare comprovate tecniche di galleggiamento.Fra tutte, la posizione supina volgarmente detta “morto a galla” è senz’altro la più semplice ed efficace, specie per un governo che, visto l’arrivo dell’estate, non può non dirsi anche balneare. Dunque, per galleggiare Meloni deve per prima cosa ispirare profondamente e trattenere il respiro: quindi niente comizi o altre svociate del genere. Poi deve stendersi con la schiena dritta, e questa è già una bella sfida per l’esecutivo, che ha sempre avuto una spina dorsale assai molle e tendente al piegamento più servile e opportunistico. A quel punto, se Meloni riuscirà a stare per la prima volta nella sua vita dritta con la schiena, dovrà allargare gambe e braccia, anche sollevandole – entrambe, non solo il braccio destro – così da aumentare la superficie d’appoggio; ma qui potrebbero presentarsi ulteriori insidie. Infatti è naturale che Meloni, per poter galleggiare meglio, cerchi di allargarsi fino a includere Vannacci, ma rischia così di perdere l’appoggio di Forza Italia; starà alla sua abilità di calcolo capire chi dei due ha più superficie o maggiore densità.Comunque sia, se e quando si sarà così assestata, Meloni potrà iniziare a espirare lentamente, ma solo per poi fare un altro bel respiro profondo: sarà l’aria nei polmoni a tenerla a galla. Ovviamente, il rischio è che in queste acque così agitate la galleggiante Meloni prenda il largo; e si risvegli che ormai è in mare aperto, se non addirittura circondata da pescecani. Per non parlare del rischio insolazione. Suggerisco dunque alla nostra premier una protezione solare 100 e di tenere d’occhio la riva. Così facendo forse riesce a fare un anno di legislatura da “morto a galla”; sarebbe, questo sì, un vero record.
Se il governo vuole arrivare alle politiche, fare il morto a galla sembra l’unica soluzione
Dopo il referendum sulla giustizia, l’esecutivo sembra puntare sulla sopravvivenza. Per arrivare a fine legislatura serviranno fiato lungo, pochi movimenti e molta prudenza







