la situaTra impulsi di crisi lampo, ipotesi di urne autunnali e calcoli sulla durata del governo, nel cerchio di Giorgia Meloni prende forza una linea diversa: arrivare a fine legislatura, usare i prossimi sedici mesi per recuperare terreno e indebolire gli avversaridi24 MAG 26Foto LaPresseI tempi cambiano, anche al governo. C'è stato un momento, un istante, in cui il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, era tentata dal mollare tutto e andare a votare. Subito, senza chiacchiere, senza aspettare neppure il cinque settembre, il famoso giorno cerchiato di rosso sul calendario della premier, dopo il quale il suo governo diventerà il più longevo della storia della Repubblica. C'è stato un altro momento, per qualche giorno, in cui a Palazzo Chigi si è pensato di aprire una crisi a luglio, per votare a ottobre, ed evitare di doversi intestare una manovra con qualche lacrima e un po' di sangue. C'è stato un momento, poi, in cui i consiglieri di Meloni hanno suggerito di aspettare un po', di arrivare in primavera, di anticipare di qualche mese le elezioni, che in modo naturale cadrebbero a settembre 2027, e votare tutto insieme: amministrative e politiche. È arrivato il momento in cui, nel giro della premier, c'è un'altra tendenza che si sta facendo strada, prevalente, che è quella più semplice: le cose vanno così male, o quanto meno non così bene come si poteva sperare mesi fa, che tanto vale prendersi tutto il tempo necessario, andare a votare a scadenza naturale e provare a usare i prossimo sedici mesi di governo per provare a indebolire gli avversari e giocarsi una chance per non perdere le elezioni. Funzionerà? Le amministrative che si celebrano questo fine settimane ci aiuteranno a capire qualcosa di più sulle tempistiche del voto più importante. E più il centrodestra sarà in difficoltà più, paradossalmente, la tentazione di aspettare e di inventarsi qualcosa per interrompere la caduta potrebbe portare a votare con calma.Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter.E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.