Dopo settimane di chiacchiere sulla presunta metavalenza politica del referendum sulla giustizia, ieri hanno parlato le urne vere. Quelle dei sindaci, dei territori, delle comunità. E il messaggio uscito dalle amministrative appare molto diverso dalla narrazione costruita dal centrosinistra dopo il voto referendario. Non c’è alcun “vento nuovo” contro il governo. Semmai, emerge un consolidamento del centrodestra nei territori e, soprattutto, la crescita di un’area civica, moderata, riformista, pragmatica, che premia candidature radicate e amministratori percepiti come credibili. Dove invece resistono i vecchi apparati, le formule ideologiche consumate, i partiti più identitari, dal Pd alla Lega fino al Movimento 5 Stelle, il consenso appare più fragile.

Le parole di Giorgia Meloni

«Rivolgo i miei auguri di buon lavoro ai sindaci eletti in questa tornata amministrativa. Avranno il compito di accompagnare le proprie comunità nei prossimi anni, affrontando sfide molto importanti. In bocca al lupo a tutti. P.S. E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani». Con questa battuta affidata ai social, Giorgia Meloni fotografa il clima che si respira nella maggioranza dopo i primi risultati. Una lettura confermata anche dal sondaggista Roberto Weber, che invita a ridimensionare le interpretazioni politiche del referendum. «Attendiamo il consolidarsi dei dati. Io immagino che il centrosinistra si aspettasse una rottura del consenso dell’attuale maggioranza, che non sembra concretizzarsi, quindi da domani potrebbe cambiare anche il tono della narrazione. Di certo, non c’è un effetto referendum in queste amministrative e i risultati della consultazione popolare sulla giustizia vanno riletti, perché non danno meccanicamente risultati politici». Weber aggiunge anche un elemento inatteso: «L’affluenza è andata bene. Mi aspettavo molto peggio».