Ha ragione Giorgia Meloni: il crollo del destra-centro è rimandato a domani (se va bene). Ha torto, Meloni (e con lei tutto il destra-centro-sinistra): il crollo è confermato. Ha votato il 60,6 per cento, per una questione (il sindaco) che riguarda tutti, da vicino: cinque punti in meno rispetto alle precedenti comunali (64,9 per cento). La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein (urge cambiare sondaggista) aveva profetato: “Da Venezia mandiamo a casa Meloni”. A quale armocromia farà ricorso, dopo i flop a Reggio Calabria e Venezia, e dopo la bruciante, umiliante vittoria a mani basse a Salerno di quel “cacicco” disprezzato e che doveva essere spazzato via? Per restare nel “mondo piccolo” che pur essendo Romagna, conosce evidentemente poco: nella “rossa” Cervia metà elettori hanno disertato le urne; il sindaco di centrosinistra è stato sì eletto, ma dalla metà di quelli che sono andati a votare: metà di una metà…
Ora, a breve, si giocherà la partita più importante, la nuova legge elettorale. Di tutta evidenza che Meloni, ringalluzzita dal risultato elettorale cercherà di vincere le resistenze nella sua coalizione, e fare il “colpaccio”. Al di là delle logore “grida”, cosa saprà opporre, in alternativa, il duo Schein-Conte con i “supplementi” Bonelli-Fratoianni?










