Di fronte a questo quadro un elettore di sinistra democratica, più o meno radicale, vede profilarsi di fronte a sé un baratro, un film dell’orrore: la riconferma al governo della destra, con Meloni alla presidenza del Consiglio e La Russa al QuirinaleL’equazione sembra semplice. Tutti coloro che hanno votato contro la proposta di revisione costituzionale sulla magistratura (per semplificare) si sono opposti, in linea di principio, anche a chi l’ha voluta, e cioè il governo. Altro passaggio in apparenza logico: chi ha votato contro la proposta governativa è, in linea di principio, favorevole agli oppositori della maggioranza attuale. Dopo aver sottolineato che questi passaggi sono validi solo in linea di principio vediamo perché possono rimanPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Piero IgnazipolitologoProfessore ordinario, insegna al dipartimento di scienze politiche e sociali all'Università di Bologna. Dal 2009 al 2012 ha diretto la rivista Il Mulino.