Elly Schlein spara a zero: «L’obiettivo di Giorgia Meloni è che vadano non so se lei o direttamente La Russa al Quirinale». In realtà che la premier pensi a La Russa come primo presidente della Repubblica di destra è quasi da escludersi. Meloni continua a smentire ambizioni personali e in questo caso in pole position ci sarebbe Alfredo Mantovano tallonato da Guido Crosetto, il più presentabile, e se si trattasse di una donna potrebbe spuntare Elisabetta Casellati. Se la segretaria del Pd agita lo spettro del presidente del Senato è per massimizzare l’allarme nell’elettorato potenziale del campo largo e spingere così al voto anche molti tentati dall’astensione.
LA GIOSTRA DEI NOMI è solo un gioco di società. La sola vera domanda è perché la premier abbia deciso di aggiungere apertamente il Colle alla già cospicua posta in gioco nelle prossime elezioni, pur sapendo perfettamente di offrire così ai rivali un’arma potente. Per gli elettori incerti del centrosinistra non esiste argomento più mobilitante della necessità di difendere le istituzioni di garanzia, prima fra tutte la Presidenza, dall’arrembaggio della destra. Meloni ha scelto un passo tanto azzardato perché ha un disperato bisogno di armi da adoperare nella partita con Vannacci.












