La nuova legge elettorale prima e le parole del presidente del Senato Ignazio la Russa dopo, hanno fatto intravedere un disegno: se il centrodestra vincerà di nuovo, la prospettiva di Giorgia Meloni al Quirinale acquista consistenza. Uno scenario che il campo largo vuol scongiurare.

«La figura del capo dello Stato è garante della Costituzione, è super partes - ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein - Come si può immaginare» che lo diventi «una persona che ora è a capo del governo e guida una forza politica? Non è questa la soluzione. Quella di Meloni e della destra è un’ossessione unica: andare al Colle, cambiare gli equilibri costituzionali. Noi su questo li fermeremo».

L’alt alla salita al Quirinale della premier è condiviso dagli alleati del Pd. «Un motivo in più per costruire una forte proposta programmatica e politica che dia la maggioranza ad un fronte democratico progressista ed ecologista», ha spiegato Angelo Bonelli di Avs.

Netta la vicepresidente del M5s, la deputata Vittoria Baldino: Meloni «ha dimostrato una totale spregiudicatezza nel portare avanti riforme al limite della costituzionalità, a volte incostituzionali», e ha «dimostrato sprezzo per ogni forma di controllo o bilanciamento dei poteri. Tutte queste caratteristiche sono incompatibili con il ruolo di garanzia che al Presidente della Repubblica attribuisce la nostra Costituzione».