di
Marco Galluzzo
Il presidente del Senato e il voto 2027: forse è l’ultimo ventaglio...
L’ultima domanda insegue il presidente del Senato fuori dalla Sala Maccari, dopo il buffet con la stampa parlamentare: «Se al Quirinale ci fosse lei, non soffrirebbe a essere così strattonato dalla maggioranza?». E Ignazio La Russa, scivolando via: «Non parlo di Mattarella, è il mio presidente!». È l’ultima battuta dello show con cui l’inquilino di Palazzo Madama ha ricevuto dai giornalisti il tradizionale ventaglio prima della pausa estiva.
«Svestire i panni istituzionali» lo diverte. «Siamo arrivati a quattro ventagli. Non so se ci sarà il quinto, ma già quattro è un buon record». Non è dunque scontato che il governo arrivi a fine legislatura e il cofondatore di FdI si sottopone al gioco dei pronostici: «Forse sì, forse no, può finire a scadenza naturale o qualche mese prima». Lui evoca le urne a giugno e invita a non fare calcoli, perché «spesso si ritorcono contro chi li fa». Le opposizioni vinceranno? «Possono trovare un accrocchio, ma non vinceranno mai. Sono una coalizione del no». Voi non siete divisi? «Appunto, se le posizioni sono così difficili tra FI e FdI che erano nello stesso partito, figuriamoci questi».













