Numeri

Fabrizio Antolini

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Il Rapporto Annuale Istat 2026 racconta un Paese che continua a muoversi in un equilibrio degno della Torre di Pisa: sembra sul punto di cadere, ma in realtà non crolla mai e, talvolta, sorprende persino per capacità di resilienza e ripartenza. Proprio mentre la Commissione europea rivede al ribasso le stime di crescita economica per l’Italia, collocandola all’ultimo posto tra i Paesi dell’Unione, l’Istat descrive nel suo Rapporto annuale un’economia che esporta, crea occupazione e mostra una capacità di adattamento superiore a molte previsioni pessimistiche.

Allo stesso tempo, il Rapporto individua alcuni nodi strutturali che continuano a frenare lo sviluppo del Paese: l’invecchiamento della popolazione, la stagnazione della produttività, le disuguaglianze territoriali e l’insufficiente valorizzazione del capitale umano. Nel 2025 il Pil italiano è aumentato dello 0,5% in termini reali, in un contesto internazionale segnato da guerre, rincaro dell’energia e rallentamento dell’economia europea. L’Italia ha retto grazie alla domanda interna, in particolare agli investimenti pubblici collegati al PNRR, ma soprattutto grazie alla capacità delle imprese di mantenere competitività sui mercati esteri. Le esportazioni continuano infatti a rappresentare uno dei principali punti di forza del sistema produttivo nazionale: rispetto al 2019, le vendite all’estero dei prodotti italiani sono aumentate del 34%, superando la Spagna (+32,2%) e soprattutto la Germania (+17,5%). Anche il mercato del lavoro offre segnali incoraggianti. L’occupazione cresce e il tasso di disoccupazione è sceso ai livelli più bassi degli ultimi anni, mentre aumenta il numero dei contratti stabili.