L’ultimo rapporto annuale presentato alla Camera restituisce l’immagine di un Paese in pieno affanno, anche se le finanze pubbliche vanno migliorando. Si fanno sempre meno figli e il rischio povertà è dietro l’angolo. Tutti i dettagli
L’Italia cresce, ma cresce piano. L’ultimo rapporto annuale dell’Istat, presentato alla Camera, restituisce un’immagine di un Paese con tanto bel passato, tanti buoni propositi ma incapace di vivere il presente con la necessaria serenità. E allora ecco l’Italia con le sue reazioni agli urti esogeni e alle fragilità strutturali che la caratterizzano, dove si legano a doppio filo i cambiamenti dei paradigmi geopolitici, la scarsa crescita, l’inflazione e la grande questione dell’inverno demografico.
Nel corso del 2025 l’economia ha mostrato un’espansione solida ma disomogenea, trainata dagli Stati Uniti e dalle economie emergenti, a fronte di una dinamica più debole dell’Unione europea. E per i mesi a venire, le prospettive restano incerte, condizionate dall’inasprimento delle tensioni geoeconomiche in Medio Oriente e dal conseguente rialzo dei prezzi dell’energia, che alimentano i rischi al ribasso per la crescita globale. In Italia, infatti, l’attività economica rallenta rispetto al biennio precedente: il Pil italiano nel 2025 si è attestato al +0,5% sostenuto dalla domanda interna, per 1,5 punti percentuali, e dagli investimenti, aumentati del 3,5% sulla spinta delle costruzioni (+1,7 punti percentuali) e degli impianti e macchinari













