Bruxelles certifica la crescita più bassa dell’Eurozona. Salari bassi e sviluppo al palo. Tra guerre e crisi la promessa della “ripartenza” si scontra con un Paese fermo e sempre più fragile. Mentre Salvini evoca il voto anticipato per “fattori economici”, dentro la maggioranza cresce il timore che arrivare al 2027 possa trasformarsi in un’agonia politica
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