I conti 22 maggio 2026 alle 00:38Italia tra gli ultimi. E il debito al 139,2% del Pil supera quello greco

Bruxelles.

L’Europa rallenta bruscamente, l’inflazione torna a salire e l’Italia resta in fondo alla classifica della crescita. Nelle previsioni economiche di primavera, la Commissione europea lancia l’allarme sugli effetti del nuovo shock energetico provocato dal conflitto in Medio Oriente e descrive uno scenario segnato da «un grado eccezionalmente elevato di incertezza». A pesare sono il balzo dei prezzi dell’energia, il crollo della fiducia di famiglie e imprese, gli investimenti più deboli e l’effetto della crisi sui conti pubblici. Bruxelles taglia le stime di crescita praticamente ovunque e l’Italia è tra i Paesi più colpiti dal rallentamento. La crescita del Pil viene rivista allo 0,5% nel 2026 e allo 0,6% nel 2027, ben sotto la media europea e ai livelli più bassi dell’Unione. L’inflazione italiana è attesa al 3,2% il prossimo anno, quasi il doppio rispetto al 2025. Sul fronte dei conti pubblici, Bruxelles vede il deficit italiano in calo sotto il 3% del Pil già dal 2026 (al 2,9%). Ma il dato simbolico che fa più effetto è quello del debito: secondo le stime della Commissione salirà fino al 139,2% del Pil nel 2027, con il sorpasso della Grecia e ai livelli più alti dell’Ue.