di
Francesca Basso
Le stime: Italia ultima tra i 27. Dombrovskis: con Hormuz maggiori rischi di ribasso. Sulla flessibilità dei conti una risposta all’Italia la prossima settimana
La guerra contro l’Iran scatenata da Stati Uniti e Israele presenta il conto all’Europa. giovedì la Commissione europea ha rivisto drasticamente al ribasso le previsioni di crescita dell’Unione europea mentre l’inflazione sale quest’anno rispetto alle stime macroeconomiche dello scorso autunno. Pesano l’impennata dei prezzi dell’energia, il crollo della fiducia di consumatori e imprese, la riduzione degli investimenti. L’effetto si farà sentire sui bilanci degli Stati: la Commissione stima un peggioramento generale di deficit e debiti pubblici. In questo scenario, l’Italia è il Paese che corre meno tra i Ventisette oltre ad avere un debito pubblico in salita, che il prossimo anno toccherà il 139,2%, il peggiore dell’Ue davanti anche a quello della Grecia.
La ricetta per fronteggiare la crisi energeticaI numeri per il momento non stanno spingendo la Commissione a cambiare la propria ricetta per fronteggiare la crisi energetica. La richiesta dell’Italia di maggiore flessibilità fiscale con la possibilità di estendere la clausola nazionale di salvaguardia prevista per le spese per la difesa anche all’energia, per finanziare tagli alle accise su benzina e gasolio, dovrebbe ricevere risposta dalla Commissione la prossima settimana. Intanto il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis, rispondendo alle domande in conferenza stampa, ha invitato alla «prudenza fiscale», soprattutto i Paesi ad alto debito e questo perché «ora abbiamo uno spazio fiscale più limitato rispetto a quello che forse avevamo durante la crisi precedente» nel 2022.










