La strada dell’uscita anticipata dell’Italia dalla procedura Ue per disavanzi eccessivi si apre ora anche nei numeri calcolati a Bruxelles; che però prospettano per Roma la crescita economica più stentata d’Europa fra 2025 e 2027.Le previsioni d’autunno della Commissione confermano insomma il doppio binario su cui si muovono i bilanci italiani, brillanti sul piano dei conti pubblici ma opachi nei risultati dell’economia reale. Sul primo aspetto, il dato centrale è offerto dal deficit di quest’anno, ridotto al 3% del Pil dal 3,3% indicato in primavera.

Uscita anticipata dalla procedura per deficit

La correzione è in linea con i dati forniti dall’Italia nel programma di bilancio (Dpb), e segna un altro passo verso l’addio al braccio correttivo del Patto Ue nel 2026, quando saranno certificati a consuntivo i conti di quest’anno. «Le autorità italiane hanno confermato l’intenzione di assicurare che saranno leggermente al di sotto della soglia che serve per abrogare la procedura per deficit eccessivo», ha ribadito ieri il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis. In base alle informazioni raccolte ieri a Bruxelles, senza gli arrotondamenti i calcoli Ue già fermano il disavanzo italiano al 2,98% del Pil.