Per i conti pubblici dell'Italia arriva la conferma di una schiarita all'orizzonte, aspettando - venerdì - il verdetto sul rating di Moody's. Lo indicano i numeri del deficit contenuti nelle previsioni d'autunno, illustrati ieri dal commissario all'Economia Valdis Dombrovskis: in primavera, Roma si prepara a uscire dalla procedura Ue per disavanzo eccessivo. Le tabelle di accompagnamento fotografano un disavanzo al 3% del Pil per l'anno in corso, che continuerà a scendere nei successivi, in linea con il Dpb del governo.
Nei documenti di lavoro, il dato non arrotondato è già leggermente più basso del valore di riferimento, al 2,98%. Se sarà “bollinata” ad aprile da Eurostat, questa percentuale potrebbe certificare la chiusura dalla procedura che era stata avviata nel 2024, ha spiegato Dombrovskis. Ma le regole del nuovo Patto di stabilità sono alla loro prima applicazione e per capire se questo minimo scostamento decimale basterà a promuovere i conti italiani (oppure se si opterà per un arrotondamento in eccesso) bisognerà aspettare il responso sui criteri interpretativi, ha frenato il commissario lettone. Formalismi a parte, i tecnici Ue si faranno guidare dal buon senso, assicurano a Bruxelles.











