Bruxelles. Meno deficit, meno crescita, più debito: l’Italia dipinta dalla Commissione europea è quella di un Paese che perde slancio e destinata a tornare fanalino di coda per performance di espansione nel 2026. Pesano problemi strutturali e tensioni commerciali, con i dazi statunitensi che rischiano di colpire il sistema Paese più di altri.

Italia, crescita anemica e nel 2026 fanalino di coda

Nelle previsioni economiche di primavera l’esecutivo lascia invariate le stime per l’anno in corso: Pil al 0,7% nel 2024, esattamente come le stime precedenti stime di novembre. Ma vengono tagliate le aspettative per 2025 e 2026: crescita attesa rispettivamente a 0,7% e 0,9%, che si traduce con un una revisione al ribasso di 0,3 punti percentuali ogni anno.

Se nel 2025, complici i ritardi delle altre economia, l’Italia registrerà livelli di crescita migliori di altri Paesi tra cui Germania e Francia, ma nel 2026 il Paese sarà ultimo, assieme al Belgio, per tasso di crescita. L’economia tricolore rischia di pagare problematiche già in atto. L’esecutivo comunitario rileva come «tra i maggiori Stati membri dell'Ue, nel 2024 si sono registrati ulteriori cali della produttività del lavoro in Germania e Italia».