Tancredi coloratissimo e affascinante con cambi di scena continui e fondalini classici che calano dall'alto, personaggi che manovrano le 'marionette' umane di un teatro dei pupi siciliani in un gioco di scambi concluso da una sostituzione reale, la bella partitura frutto del genio di un Rossini appena ventiduenne resa ottimamente dall'orchestra diretta da Michele Mariotti e la prova davvero notevole dei protagonisti, Carlo Vistoli e Martina Russomanno. È un successo la messa in scena del melodramma in due atti del compositore pesarese al Teatro dell'Opera di Roma curata dalla regista Emma Dante.

Il capolavoro rossiniano, tornato nella capitale dopo 22 anni, ha conquistato il pubblico della prima soprattutto per merito degli interpreti principali, il controtenore di Lugo, già apprezzato recentemente, e il giovane soprano livornese, al debutto al Costanzi come Amenaìde, vera sorpresa della serata. La coppia, alla bellezza e all'intensità delle voci accomunate dal timbro femminile, ha abbinato una intesa perfetta sul piano attoriale coronata da ripetuti 'bravi' e applausi, in particolare nel duetto finale, struggente e forse un po' troppo lungo.

Emma Dante, dopo Les dialogues des Carmélites di Poulenc che ha inaugurato tra gli applausi la stagione 2022/23 dell'Opera di Roma, ha centrato nuovamente il bersaglio trasportando nel teatro dei pupi la vicenda messa in musica nel 1813 da Rossini su libretto di Gaetano Rossi, tratto da Voltaire, qui proposta con il finale tragico della prima a Ferrara, alternativo al finale allegro con cui l'opera aveva debuttato nello stesso anno a Venezia.