All’Auditorium Caruso del Teatro Puccini grande successo per Jonathan TetelmanRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUna serata nel segno del grande repertorio lirico, quello più amato dal pubblico e più intimamente legato alla città di Puccini. Si è conclusa giovedì scorso, all’Auditorium Caruso del Teatro Puccini di Torre del Lago, la rassegna primaverile "Aspettando Turandot", ideata per accompagnare il pubblico verso il Festival Puccini 2026. A chiudere la kermesse è stato il tenore del momento, Jonathan Tetelman, dopo gli appuntamenti che avevano visto protagonisti Vittorio Grigolo con Placido Domingo sul podio e il soprano Jessica Pratt accompagnata al pianoforte da James Vaughan. Tetelman è oggi uno dei tenori più richiesti della nuova generazione internazionale.

Nato in Cile e cresciuto negli Stati Uniti, si è formato alla Manhattan School of Music. La sua voce dal timbro caldo e potente lo ha portato rapidamente sui principali palcoscenici europei e americani, imponendosi soprattutto nel repertorio pucciniano e verista. Prima del successo nell’opera, ha lavorato anche come dj nei club di New York: un’esperienza che lui stesso considera fondamentale nel costruire il rapporto diretto con il pubblico e che ancora oggi si riflette nell’intensità comunicativa delle sue interpretazioni. Ad introdurre il concerto è stato Paolo Spadaccini, vicepresidente della Fondazione Festival Pucciniano. Sul podio dell’Orchestra del Festival Puccini il maestro Steven Mercurio, newyorkese di origini italiane, tornato a dirigere a Torre del Lago dopo vent’anni. Mercurio ha guidato la serata nel doppio ruolo di direttore e brillante intrattenitore. La prima parte del concerto ha alternato pagine orchestrali e arie fra le più celebri del repertorio italiano tra Otto e Novecento. In apertura la sinfonia della Luisa Miller di Verdi, seguita da "La donna è mobile" dal Rigoletto, che Tetelman ha interpretato con spavalderia, slancio e brillantezza negli acuti.