Presentare una stagione, e l'Italia lo sta facendo in questi giorni da Milano a Roma, a Palermo, è un po' come predire il futuro. Che ne sappiamo noi pubblico e loro artisti, amministratori, direttori, politici, del domani? "Chissà, chissà domani / su che cosa metteremo le mani... / Aspettiamo che ritorni la luce / Di sentire una voce / Aspettiamo, senza avere paura, domani". Come canta Lucio Dalla in "Futura", per scommettere su spettacoli, concerti, performance che avverranno da qui all'autunno, al nuovo anno, alla prossima primavera — impegnando artisti, compagnie, orchestre, teatri, denari privati e pubblici — ci vuole coraggio e non paura. In fondo gli amici del Teatro di Roma e dell'Orchestra Sinfonica di Milano — e fra pochi giorni toccherà fra gli altri al Teatro Stabile di Torino, al Teatro Regio di Parma, alla Scala, al Teatro dell'Elfo e così via — sono dei capitani coraggiosi.

Roma, per esempio. La notizia più attesa, quella che giustifica da sola una conferenza stampa e che lanciata dal presidente Siciliano l’ha fatta diventare evento, è la riapertura del Teatro Valle. Annunciata il 21 maggio al Teatro Argentina nella presentazione della Stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, la restituzione alla collettività del Valle avviene nel segno di una missione precisa: questa storica sala diventerà Casa della nuova drammaturgia contemporanea, quarto polo di un sistema teatrale che già comprende l'Argentina, l'India e il Torlonia. Il Valle non è un luogo romano qualsiasi: costruito nel 1727, tra le sue pareti risuonò la prima romana del "Don Giovanni" di Mozart nel 1811, nacquero le prime assolute di diverse opere di Rossini — tra cui "La Cenerentola" nel 1817 — e di Donizetti, e nel 1921 vi esplose lo scandalo dei "Sei personaggi in cerca d'autore" di Pirandello. Chiuso ormai da sedici anni, il 16 ottobre riaprirà nel nome di quello stesso Pirandello: la programmazione partirà infatti con il racconto di Francesco Piccolo di quella serata leggendaria del 9 maggio 1921, quando il pubblico fischiò e urlò e il teatro moderno nacque proprio lì, tra quelle pareti.