Quattro palcoscenici e una sola grande stagione. Il Teatro di Roma è pronto a ripartire con un nuovo cartellone che conta più di 90 titoli e segna la rinascita del Valle ma non solo. Perché accanto alla drammaturgia contemporanea, la lezione dei maestri rivive sul palco dell’Argentina quale cuore della tradizione unita però all’innovazione.

Da qui prendono forma i due spettacoli firmati dal direttore artistico Luca De Fusco: l’“Otello” shakespeariano, in scena dal 4 al 29 novembre, che vede il Teatro di Roma fare sistema con lo Stabile di Torino e il Biondo di Palermo, e il riadattamento di “Peccato che fosse una sgualdrina” di John Ford (2-13 dicembre).

Con l’arrivo dell’anno nuovo, spazio alla prima nazionale de “La pazzia di Re Giorgio” di Alan Bennett diretto e interpretato da Massimo Popolizio e i suoi ventuno interpreti che uniscono la commedia alla riflessione sulla malattia e il potere.

Dal 18 al 28 febbraio si parla di memoria con il tributo di Roberto Andò a Enzo Moscato. Il 16 marzo arriva Stefano Massini con il suo racconto su Putin e il Cremlino. Si cambia genere con Čechov e il suo “Platonov” tradotto, adattato e diretto dal maestro Peter Stein (31 marzo-11 aprile). A parlare di femminicidio ci pensa “L’angelo del focolare” di Emma Dante (14 — 25 aprile).