Era il 9 maggio 1921 quando al Teatro Valle ci fu quello che il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, definisce "uno dei più grandi fiaschi del teatro e contemporaneamente la prima rappresentazione di un capolavoro". Si tratta della prima dei Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello, quando in sala echeggiarono le urla "Manicomio!". È proprio da quel momento, che ha fatto la storia del palcoscenico romano (e della drammaturgia italiana), che si è deciso di ripartire per inaugurare il Valle restaurato, che aprirà al pubblico il 16 ottobre di quest'anno con il racconto - di e con Francesco Piccolo - di quella serata. È la ripartenza di un teatro che il prossimo anno spegnerà trecento candeline. Tra le altre storiche prime ospitate nel teatro ci sono quella romana del 'Don Giovanni' di Mozart, l'assoluta del 'Demetrio e Polibio' di Gioachino Rossini con Ester Mombelli (1812), oltre a quelle di diverse opere di Gaetano Donizetti. Inaugurato nel 1727 su progetto dell'architetto Tommaso Morelli, nel secondo dopoguerra il Valle fu preso in gestione dall'Ente teatrale italiano, poi soppresso nel 2010. Da allora lo spazio fu chiuso e, dopo qualche mese, occupato da artisti, maestranze e attivisti - supportati da grandi nomi, da Jovanotti ai Negramaro - fino al 2014. In quei tre anni è stata portata avanti una produzione artistica autogestita. Nel 2016 la proprietà è stata trasferita a Roma Capitale, mentre nel 2021 la sala è stata intitolata a Franca Valeri, che lì aveva debuttato come attrice e autrice. Il restauro ha avuto inizio nel 2023, quando si prevedevano lavori per 18 mesi, co-finanziati con fondi di Roma Capitale e del Ministero della Cultura, per un totale di oltre 6.700.000 euro. Tra gli interventi previsti: il restauro conservativo della sala, degli spazi di distribuzione e circolazione del pubblico, degli scaloni e della facciata progettati da Giuseppe Valadier, l'eliminazione delle barriere architettoniche, la rifunzionalizzazione del palcoscenico e delle sue attrezzature e servizi, l'adeguamento e messa a norma degli impianti tecnologici e la realizzazione di una grande vasca di accumulo per l'acqua antincendio. "Oggi i teatri giustamente hanno norme e requisiti che prima non c'erano - ha spiegato Gualtieri nel corso della conferenza stampa di presentazione della prossima stagione del Teatro di Roma, intitolata 'Teatro è Vita' -. Quando oggi si mette mano a un teatro, lo si deve fare con dei vincoli complessi, è un lavoro gigantesco" che alla fine ha richiesto "11 milioni di risorse di Roma Capitale". Al momento i lavori non sono ancora stati ultimati, ma la data X è "il 16 ottobre - prosegue il primo cittadino - e ci sono tutte le condizioni per arrivarci" pronti. Sul progetto e, in generale, "sulla cultura noi abbiamo marciato in sintonia perché è un'infrastruttura del Paese, è ciò che rende uniti", ha commentato il governatore del Lazio, Francesco Rocca. Il Valle ora avrà nuova vita diventando Casa della Drammaturgia contemporanea. Nella stagione 2026-27 ospiterà 15 titoli: si tratta di opere come 'Escaped alone' di Caryl Churchill per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni (23 ottobre-1 novembre), 'Memoria di ragazza' dal libro di Annie Ernaux e la regia di Silvia Costa (10-22 novembre), ma anche l'indagine sulla fragilità umana di Daria Deflorian per 'Che dolore terribile è l'amore' di Han Kang (26 novembre-6 dicembre). E, per non perdere il filo del tema pirandelliano, non mancherà lo 'Studio sui Sei personaggi in cerca d'autore' di Emma Dante.
Il Teatro Valle riapre il 16 ottobre e diventa centro del contemporaneo - Notizie - Ansa.it
Era il 9 maggio 1921 quando al Teatro Valle ci fu quello che il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, definisce "uno dei più grandi fiaschi del teatro e contemporaneamente la prima rappresentazione di un capolavoro". (ANSA)






