Al Festival di Pentecoste di Salisburgo la direttrice artistica, la “santa” superstar Cecilia Bartoli, festeggia i sessant’anni di età e i quaranta di carriera e viene celebrata sia nella nuova produzione del Viaggio a Reims di Rossini sia con un gala apposito, “Ciao, bella ciao”. In mezzo, un Ritorno d’Ulisse in Patria dove in buca sta non solo l’orchestra ma anche i cantanti, eccellenti l’una e gli altri, e in scena “recitano” le marionette della Compagnia Colla, dinastia e istituzione milanese attiva, fra alterne vicende, fin dalla fine del Settecento. A Salisburgo, i Colla avevano già presentato L’Orfeo nel 2023, e con gran successo; una standing ovation ha accolto anche quest’altro Monteverdi.
Fra i molti pregi, l’opera ha anche quello di farci tornare bambini (talvolta anche come capacità di comprensione); qui, però, lo fa in senso buono, perché eravamo tutti a bocca aperta, anche il pubblico così blasé e sofisticato del Festival. Dunque, per una volta, che favola sia. E allora avanti con Nettuno e il suo umido corteo di sirene, con Minerva che vola per il cielo sul carro trainato dalle civette, con l’Arcadia in una Itaca piena di pecorelle, cani, cervi e perfino uno scoiattolo, mentre Ulisse imbraccia l’arco smisurato e zac!, infilza infallibile un procio dopo l’altro.












