Non (solo) la gara, ma l’Italia che le scorre accanto. “Il Giro in Italia” racconta ogni giorno i luoghi, le storie e le curiosità dietro ogni tappa della 109esima Corsa rosa. Tra geografia e memoria, il Giro diventa il pretesto per raccontare i territori che attraversa. Qui tutte le altre puntate.

Quando si arriva in salita, il primo che taglia il traguardo è sempre Jonas Vingegaard. A Pila il danese vince la sua terza tappa e indossa per la prima volta in carriera la maglia rosa, e adesso sarà molto difficile togliergliela. È venuto al Giro per vincerlo, per completare la tripla corona (ha già trionfato al Tour de France nel 2022 e nel 2023 e alla Vuelta a España nel 2025). E dopo il traguardo, con un inedito sorriso, rivela che prima del via dalla Bulgaria con la squadra aveva messo una x su questa tappa, la sua Visma aveva deciso con largo anticipo che questa sarebbe stata la giornata della maglia rosa.

Chissà cos’avrebbe scritto Enzo Biagi del Giro di Vingegaard a casa sua

La perde al decimo giorno il giovane portoghese Afonso Eulalio, che però l’ha onorata fino in fondo e ha conservato un posto sul podio (è secondo a 2’26”) mentre al terzo posto torna l’austriaco Felix Gall. Guadagna tre posizioni Giulio Pellizzari: il giovane marchigiano ha imparato la lezione del Bockhaus, e questa volta non ha risposto al forcing di Vingegaard. Così non è saltato, e pian piano è tornato su: quinto al traguardo (subito dietro al suo amico Davide Piganzoli, ormai ultimo uomo della maglia rosa), e sesto in classifica generale a 4’22” dal danese e a un minuto e mezzo dal podio. Se, come sembra dalla tappa di oggi, i problemi fisici sono finalmente superati, Giulio si potrà togliere qualche soddisfazione nell’ultima settimana.