AOSTA – Jonas Vingegaard ha messo definitivamente i conti del Giro d’Italia a posto. Il danese è la nuova maglia rosa: se l’ è presa a Pila con il suo terzo successo di tappa dopo quelli sul Blockhaus e a Corno alle Scale. Tutti gli arrivi in salita li ha vinti lui, stavolta con un’accelerazione ai 4,6 km dall’arrivo. Una sola flessione, nella crono di Massa, per il resto Vingegaard è sempre stato in assoluto controllo del Giro pur privo del simbolo del primato, sfilato dopo 10 tappe al generoso Afonso Eulalio, arrivato a quasi tre minuti. C’è un’Italia giovane che però fa ben sperare dietro Vingegaard: quarto e quinto di tappa sono Piganzoli e Pellizzari, a un minuto dal danese, a una ventina di secondi da Gall, il secondo miglior scalatore di questo Giro. Entrambi hanno motivi per essere felici: Piganzoli ha lavorato per Vingegaard ma non si è lasciato sfilare, Pellizzari ha resistito a un momento di crisi ed è salito di ottimo passo assieme al compagno di squadra Jai Hindley. La lotta per il podio è apertissima, anche perché Arensman ha perso 1’20” da Vingegaard. La nuova classifica vede il capitano della Visma con 2’26” su Eulalio, 2’50” su Gall, poi Arensman, Hindley e Pellizzari, 6° a 4’22” (era partito 9°). Piganzoli è 10° a 6’13”. E i due italiani hanno rispettivamente 22 e 23 anni. E alla fine del Giro manca tutta l’ultima settimana.