Oggi Pechino si trova in condizioni di superiorità rispetto alla Russia, che dipende da un punto di vista economico e tecnologico dal commercio con la Cina, essenziale per Mosca. Entrambi gli Stati tendono a contrastare il monopolio degli Stati Uniti nel sistema internazionale. Però, mentre Putin punta alla sua demolizione, Xi segue una politica molto più raffinata. Le prospettive nell’analisi del generale Carlo Jean

Alla fine di maggio, Pechino è sembrata divenire il centro diplomatico del mondo. Nella capitale cinese, si sono succedute visite di Trump, di Putin e dei dirigenti iraniani e pakistani. In tutti tali incontri, Xi ha continuato a mantenere la tradizionale politica cinese di cautela, di offerta di collaborazione economica e di sostegno politico. Particolare rilevanza ha avuto la visita di Putin.

Molti si aspettavano che da essa potesse derivare una specie di alleanza formale e totale tra Pechino e Mosca. Non è stato così per una serie di motivi che in seguito esamineremo. Il risultato dei colloqui russo-cinesi è stata solo una riaffermazione della partnership strategica, formalmente molto stretta, ma sostanzialmente limitata dalla diversità dagli interessi geopolitici dei due Paesi, nonché dal loro approccio al sistema di relazioni internazionali.