Vladimir Putin è arrivato oggi a Pechino per una visita di due giorni che si tiene a meno di una settimana dalla partenza di Donald Trump dalla capitale cinese. Anche se l’incontro si tiene in occasione del 25° anniversario del partenariato strategico tra i due Paesi, il calendario non è frutto del caso. Il presidente russo guida una delegazione di oltre quaranta persone, otto ministri, la governatrice della Banca centrale Elvira Nabiullina, vertici delle principali banche e imprese di Stato e incontrerà Xi Jinping per firmare svariati accordi. “Continueremo a lavorare fianco a fianco e non risparmieremo alcuno sforzo per approfondire il partenariato tra Russia e Cina e la nostra amicizia di buon vicinato”, ha affermato Putin. Toni simili sono stati utilizzati dall’agenzia stampa cinese Xinhua che presenta la partnership tra i due paesi come un fattore di stabilizzazione in un mondo in “turbolenza”, capace di amplificare “la voce del Sud globale e promuovere un ordine multipolare”. Al di là dell’amicizia “senza limiti” come l’avevano definita i due leader nell’ultimo incontro precedente all’invasione dell’Ucraina, in agenda c’è il gasdotto Power of Siberia 2, che dovrebbe collegare i giacimenti della Siberia occidentale alla Cina settentrionale garantendo 50 miliardi di metri cubi di gas l’anno: per Mosca, dopo oltre quattro anni di guerra e nessuna via d’uscita in vista, si tratta dell’unica vera ancora energetica disponibile.
Tutti a Pechino: prima Trump, poi Putin | ISPI
Pechino diventa il centro della diplomazia globale. Xi riceve Putin dopo aver accolto Trump e Pechino si propone come baricentro del mondo.










