«Mosca e Pechino formano un nuovo modello di sicurezza mondiale». Così titola il quotidiano russo Izvestija commentando la visita di Vladimir Putin a Pechino, iniziata ieri sera. «Caro amico»: così Putin si è rivolto al leader cinese Xi Jinping durante la prima parte dei colloqui, definendo le relazioni bilaterali come rapporti che «hanno raggiunto un livello senza precedenti». Il viaggio del presidente russo coincide con il 25º anniversario del Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione tra Russia e Cina, il documento fondante delle relazioni tra i due Paesi, che è stato prorogato. L’importanza della visita è evidente dalla composizione della delegazione russa, di cui fanno parte cinque vicepremier, otto ministri — incluso il ministro degli Esteri Sergey Lavrov — nonché i vertici della Banca Centrale, di Rosatom e di Roscosmos. Durante il summit sarebbe prevista la firma di circa quaranta documenti riguardanti la crescente cooperazione tra i due Paesi a 360 gradi, dai trasporti all’energia nucleare. La stampa russa ha dedicato particolare attenzione a un documento: la «Dichiarazione sull’instaurazione di un mondo multipolare e di relazioni internazionali di nuovo tipo», nella quale — sottolinea Izvestija — «le parti sanciranno il rifiuto del predominio di un unico centro di potere», un chiaro riferimento all’opposizione di Russia e Cina all’egemonia degli Stati Uniti nelle relazioni internazionali.
In Russia è scattata la gara su chi è più vicino alla Cina tra Putin e Trump
La stampa russa ha insistito sull’intesa tra i due paesi nell’opposizione all’egemonia americana, ma c’è il nodo del commercio










