La forza e l’identità del collettivo bianconero contro le individualità degli etnei. Ascoli e Catania si sfideranno cercando di tirare rispettivamente fuori tutti i valori presenti in organico. Ora per riuscire a mettere il muso davanti e conquistare la finale servirà attingere da qualsiasi fattore. Il Picchio nel doppio confronto con il Potenza è tornato a sfoggiare la grande unità di un gruppo capace di esprimere, grazie alla guida di Tomei, una mole di gioco importante con ritmi molto alti e dispendiosi per qualsiasi genere di avversario. Sarà questo uno dei fattori in grado di permettere all’Ascoli di mettere in difficoltà la formazione allenata da Toscano. Sono state davvero tantissime le occasioni create nel corso del match di ritorno contro i lucani. Domani, invece, al Del Duca arriverà una squadra dotata di giocatori di spessore, anche se dietro i rossoazzurri hanno dimostrato, in più di una circostanza, di essere un squadra che qualcosa concede spesso. Sicuramente al Del Duca il Catania cercherà di fare la propria partita sfruttando l’esperienza e impostando l’incontro in base alle proprie caratteristiche. A non dovergli consentire di giocare la partita preparata spetterà ad un Ascoli dotato di ottima brillantezza fisica. Nel dettare i tempi della manovra sarà fondamentale il contributo offerto dalla coppia composta da Damiani e Corradini con l’eventuale impiego anche dell’ottimo Milanese. Due elementi nevralgici nella fitta ragnatela di passaggi impiegati per lo sviluppo del possesso. Sulle due corsie laterali, invece, i duelli si concentreranno sul possibile faccia a faccia tra Alagna e Cicerelli da un lato e tra Guiebre e Jimenez (in ballottaggio con D’Ausilio) dall’altro.
Ascoli, batti il Catania e sogna. I singoli l’arma in più di Toscano
Il bilancio sorride, ma la squadra di Tomei è attesa da tutta un’altra partita rispetto a quella di mercoledì














