L’Ascoli vuole conquistare la semifinale playoff e sfidare chi, tra Lecco e Catania, riuscirà a prevalere dopo il confronto di ritorno. Il ritorno al Del Duca sarà carico di significato per tecnico, giocatori e tifosi che insieme ora non vogliono farsi scappare la qualificazione alla fase successiva. L’esordio dei bianconeri a Potenza nell’andata del secondo turno della fase nazionale ha potuto fornire risposte importanti al tecnico Tomei. Al ritorno in campo dopo la lunga sosta, l’aspetto che probabilmente preoccupava di più era la lontananza dalle gare ufficiali e la mancata possibilità di tenere allenato nella mente, quanto nelle gambe, il ritmo partita.

Il match andato in scena domenica sera al Viviani e pareggiato 0-0 con qualche occasione mancata, invece, ha permesso di rivedere un Picchio brillante e determinato come quello ammirato per quasi tutta la seconda parte della regular season. Nonostante il terreno sintetico e le piccole dimensioni in ampiezza del rettangolo verde, l’Ascoli ha saputo districarsi molto bene con il suo solito palleggio tra le maglie avversarie. I padroni di casa, nonostante tutta la buona volontà impressa sull’incontro, alla resa dei conti non sono quasi mai riusciti ad interrompere la fitta serie di passaggi sviluppata dagli uomini di Tomei dall’inizio alla fine della partita. Così come non hanno mai potuto sfogare le proprie qualità nelle transizioni caratterizzate da quelle famose ripartenze veloci che avevano permesso loro di mettere in difficoltà le altre squadre. Questo soprattutto per merito di un Picchio, bravo a non concedere quegli spazi e sempre in grado di sprigionare una buona condizione atletica. Chiaramente nella prima mezz’ora della sfida i bianconeri hanno dovuto fare i conti con un po’ di imprecisione e di frenesia nel giocare la palla. Rotto il ghiaccio però poi l’ingranaggio è tornato a girare molto bene. La squadra è riuscita benissimo a dribblare la prima pressione operata dagli elementi offensivi della formazione di De Giorgio. Le combinazioni sviluppate dal basso a partire da Vitale, poi sviluppate con centrali difensivi e play hanno spesso mandato in tilt gli attaccanti e i centrocampisti avversari. Ancora una volta sono state importanti le prestazioni sfoderate dal duo Damiani-Corradini, capaci di salire in cattedra in più di una circostanza con tanti palloni recuperati e gestiti al meglio. Lo sfortunato rigore sbagliato da Gori non ha permesso di trovare quel gol che avrebbe virtualmente messo il pass nelle mani dell’Ascoli. Proprio negli ultimi trenta metri forse è mancata un po’ di quella cattiveria giusta per colpire. Rizzo Pinna è finito imbrigliato, mentre D’Uffizi non ha mai saltato l’uomo facendosi murare ogni tentativo. In queste poche ore l’unica situazione dove dover rivedere qualcosa sarà proprio il lavoro negli ultimi trenta metri.