Roma, 23 maggio 2026 – “L’Italia soffre di più perché è più esposta sul fronte dell’energia – spiega l’ex ministro dell’Economia, Giovanni Tria, dopo le pagelle dell’Europa sull’Italia –. Non abbiamo il nucleare e siamo indietro sugli investimenti nelle rinnovabili. In più ha una struttura industriale ancora poco elettrificata, con un uso rilevante di fonti fossili".

Che cosa possiamo fare?

"Intervenire con nuova spesa senza infrangere le regole europee e senza compromettere il patrimonio di reputazione acquisito negli ultimi anni. Se ci fosse un accordo europeo sarebbe tutto più facile. Perché il punto non è solo il deficit al 3,01% o al 2,9%. Le regole europee possono anche essere definite stupide, ma i mercati, in genere, non lo sono". L'ex ministro Giovanni Tria

Però l’Europa su questo punto non vuole sentire ragioni…

"C’è una certa contraddizione. Si dice che le regole possono essere sospese solo di fronte a una recessione conclamata di tutta l’Europa. Ma è un ragionamento da "Comma 22": chiedo di sospendere la regola, ma non posso sospenderla perché c’è una regola che lo impedisce. In realtà, alcuni strumenti di flessibilità esistono. Ma ho l’impressione che si voglia prima capire la durata della guerra".