C'è una storia che circola nel mondo della tecnologia e che, se la racconti a qualcuno con una laurea in lettere o filosofia, lo fa sorridere. Finalmente.
Per anni il messaggio era stato chiarissimo: vuoi lavorare nel futuro? Studia STEM. Matematica, informatica, ingegneria. Le materie umanistiche erano considerate, nel migliore dei casi, un lusso. Nel peggiore, un errore. Poi è arrivata l'intelligenza artificiale. E ha ribaltato tutto.
La filosofa che ha scritto l'anima di un'AI
Immaginate una ragazza cresciuta nelle campagne della Scozia rurale. Studia filosofia all'Università di Dundee, poi fa un master a Oxford, poi un dottorato alla New York University su un tema che sembra fantascienza: l'etica in mondi con un numero infinito di esseri senzienti. Non esattamente il curriculum che vi aspettereste da qualcuno destinato a diventare una delle figure più influenti della Silicon Valley.
Eppure oggi Amanda Askell è la persona che decide i valori morali di Claude, l'intelligenza artificiale di Anthropic, una delle società AI più potenti e discusse al mondo, valutata oltre 350 miliardi di dollari. Il suo lavoro consiste nel decidere che tipo di entità Claude debba essere: come ragiona sul bene e sul male, come gestisce le situazioni emotivamente delicate, che tipo di personalità presenta alle centinaia di milioni di persone che ogni giorno ci parlano. Per farlo, ha scritto un manuale di circa 30.000 parole, quella che molti in Anthropic chiamano "l'anima" di Claude.












