Il panorama post-diploma offre oggi un mix di opportunità e disorientamento, amplificato dal timore che l’intelligenza artificiale possa cancellare i lavori del presente ma anche quelli del futuro. Per aiutare famiglie e studenti a fare chiarezza oltre i miti del web, abbiamo intervistato Walter Quattrociocchi, Professore Ordinario di Data Science e Sistemi Complessi alla Sapienza di Roma. Il suo consiglio ai ragazzi è di non inseguire la ’professione del momento’ perché, in un mercato dove le attività ripetitive saranno sempre più automatizzate, a fare la differenza saranno il pensiero critico, la creatività e la capacità di gestire l’incertezza.
Molti ragazzi che si diplomano quest’anno vivono con l’ansia che la professione per cui studieranno oggi possa essere cancellata dall’IA tra pochi anni. Questa paura è giustificata o stiamo assistendo a un’esagerazione collettiva? Come cambierà davvero il mercato del lavoro? "Ogni grande innovazione tecnologica ha generato timori simili. È successo con la meccanizzazione, con l’informatica e con Internet. Alcuni lavori cambiano, altri scompaiono, molti nuovi emergono. L’Intelligenza Artificiale non fa eccezione. Oggi c’è un elemento ulteriore: tendiamo a immaginare l’IA come un sostituto generale dell’intelligenza umana, mentre nella realtà è uno strumento molto potente per automatizzare compiti specifici. Questo porta spesso a sovrastimare gli effetti di breve periodo e a sottostimare quelli di lungo periodo".







