L’intelligenza artificiale (AI) sta cambiando͏ i processi attraverso i quali la conoscenza viene creata e trasferita. Gli algoritmi generativi sono oggi in grado di produrre in tempo reale analisi che ͏fino a poco tempo fa ͏avrebbero richiesto mesi di lavoro. Questo nuovo͏ scenario ci induce a riflettere su una delle missioni fondamentali dell’università: quale deve essere il ruolo della ͏formazione academica in un mondo in cui l’accesso alla conoscenza appare sempre più semplice e rapido?

Qualcuno ha iniziato ad immaginare scenari nei quali l’università in presenza viene progressivamente sostituita da ecosistemi di agenti͏ digitali͏. Non condividiamo questa prospettiva: proprio nell’epoca degli algoritmi generativi l’università è infatti chiamata a riaffermare l’essenza della propria missione educativa, che trascende il semplice trasferimento di nozioni e trova la sua espressione più alta͏ nella formazione di persone capaci di pensare ed interpretare la realtà in modo autonomo ed originale.

L’AI può rappresentare uno strumento utile per migliorare l’efficacia della didattica (accesso rapido alle informazioni, personalizzazione dei percorsi di studio), ed anche della ricerca. Tuttavia, al tempo stesso, essa genera rilevanti rischi di conformismo intellettuale, recepimento passivo delle risposte generate dagli algoritmi, progressiva perdita di indipendenza di giudizio.