Se non appassionato di sport, perlomeno uno smanettone. Nell’immaginario collettivo, la tecnologia è un interesse «da ragazzi». E il cosiddetto «nerd» si è trasformato negli anni in un termine che non descrive più l’occhialuto secchione solitario che smonta i computer. Oggi definisce il brillante esperto di informatica o lo studente che divide il suo tempo libero tra esperimenti di scienza e sessioni di videogiochi. Perlomeno per noi adulti. Nell’immaginario dei più giovani, la passione per la tecnologia non è più una prettamente maschile. Qualcosa sta cambiando. Nei risultati della ricerca Ipsos «Nuovi modelli di mascolinità», il 49% dei maschi risponde in tal senso, il 41% delle femmine è d’accordo. Ma — ed è questo il dato da osservare — solo il 23% degli intervistati ritiene che coding e intelligenza artificiale siano interessi che si basano sul sesso d’appartenenza.